Un progetto a lievitazione lenta: Laura Family’s Bakery, ovvero il mio micropanificio

Penso a questo post da mesi. Ho cominciato ad immaginarlo più di un anno fa, quando ho iniziato il percorso per trasformare il mio piccolo sogno in realtà. Più volte in questo periodo ho cominciato a scriverlo, nell’archivio bozze ce n’è un certo numero: alcune un po’ retoriche, altre più o meno ironiche, almeno nelle intenzioni.

Nel frattempo la vita si metteva di mezzo ed io continuavo a rimandare.

Un anno fa ho detto per la prima volta ad alta voce: “ok, allora apro un micropanificio!”.

Nella mia ingenuità il più era fatto. Credevo che sconfiggere le mie paure e cominciare a raccontare ad altri ciò che desideravo fare fosse  lo scoglio più grande. Mi sbagliavo.

Non voglio farla più lunga del dovuto: burocrazia, questioni economiche, questioni famigliari, vita quotidiana, ritardi nelle consegne, fatica personale, tanti sono gli ostacoli che si sono frapposti sul mio cammino.

Adesso voglio essere ottimista, il mio piccolo laboratorio è pronto e funzionante, le questioni burocratiche quasi risolte, fatico ad immaginare una data esatta, forse per scaramanzia, ma presto Laura Family’s Bakery aprirà.

L’intenzione era partire col botto: inaugurazione, festa, sito ultimato, ogni attività pronta a cominciare, ma ho capito che non sarà così. Comincio a credere che il mio destino sia procedere a passi piccoli e lenti, anche quando avrei voglia di correre.

Ci sono delle persone che voglio ringraziare, voglio farlo prima ancora che l’attività sia aperta, che il risultato sia ottenuto, perché il mio ringraziamento va a chi mi ha aiutata nel percorso, a prescindere da come finirà.

Ringrazio gli amici, reali e virtuali, che mi hanno spronato a crederci, mettendo l’entusiasmo e la fiducia che da sola non trovavo.

Ringrazio gli esempi, in giro per il mondo, maestri panettieri che hanno saputo cambiare vita da grandi e mi hanno insinuato il dubbio che avrei potuto provarci anche io. Thierry, Stefano, Jesse e altri che probabilmente non leggeranno mai queste parole.

Ringrazio Laura, compagna di corsi, con cui ho condiviso un percorso parallelo, su cui mi sono tanto spesso appoggiata per aiuti concreti, per sfogare frustrazioni, per chiedere consigli. Il confronto con lei mi ha aiutata a credere che anche noi donne multitasking, sempre vagamente sull’orlo di una crisi di nervi, possiamo provarci … e riuscirci.

Ringrazio Rosanna, che mi ha conosciuta al peggio, nervosa e arrabbiata e, nonostante ciò, mi ha aiutata con pazienza ed efficienza permettendomi di superare ostacoli altrimenti insormontabili.

Ringrazio Raffaella e Valentina che, senza quasi conoscermi, hanno saputo spalancarmi una finestra sui miei sogni, concretizzandoli in immagini (che presto vedrete!).

Ringrazio Albe, Sara, Viola, Chiara e tutti coloro che mi hanno sopportata e supportata in questi mesi infernali, accogliendo i miei malumori, confortando le mie tristezze, aiutandomi concretamente.

Ringrazio la mia piccola comunità che da più di un anno aspetta di poter mangiare il mio pane con regolarità, i miei betatester che nonostante i tempi lunghi, quasi eterni, continuano, senza perdere la speranza, a chiedermi “quando apri?” facendomi sentire attesa.

Non ringrazio chi, nonostante il suo ruolo, mai si è fatto sentire, neanche per errore, per chiedermi come stavo, come procedevano le cose o se poteva essermi di aiuto. Ringrazio me stessa, invece, per aver sempre fatto senza.

 

Approfitto per segnalarvi che a breve le pagine social facebook e instagram legate al blog,  cambieranno nome e saranno collegate al sito della micropanetteria. Seguitele e sarete aggiornati circa le lente, ma inesorabili novità della mia nuova vita.

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