Una promessa è una promessa. Ovvero le nostre riciclo-decorazioni natalizie.

Non che mi obblighi qualcuno eh… è che son fatta male ed ho questo serpeggiante senso di colpa per non aver più scritto nulla che mi attanaglia.

Ho una valanga di buoni propositi per il futuro ed idee su cose da scrivere: il post su come faccio la focaccia con pasta madre o lievito di birra che rimando da quest’estate, quello sul pane con il lievito di birra, cui stanno lavorando anche le bimbe, quello sul mio primo pane cassetta – roba che Banderas e la Rosita si sognano – , quello su come mi organizzo per gestire la mia pasta madre e sull’impasto che uso per fare un pane con gli esuberi (non è roba di sindacati, lavoro, licenziamenti) e molti altri.

Prima o poi arriveranno, forse.

Oggi però niente pane, niente impasti, niente pasta madre, ho promesso alle pupe che avrei mostrato nel blog i nostri i loro lavoretti natalizi. 2013-12-08 18.39.51

Per quanto io abbia per il Natale più o meno la stessa passione del Grinch, ogni anno cerco di rinnovare le decorazioni coinvolgendo le bambine nella loro realizzazione. Siamo passate dagli imprescindibili biscotti di pan di zenzero alle palline di carta pesta o corda, dalle semplici formine di argilla colorate ai morbidi cuoricini di panno lenci imbottito (per la verità cuciti solo dalle manine delle mie abili sartine, considerata la mia pressoché totale insipienza con ago e filo).

Quest’anno, complice l’autunno più caldo e assolato da quanto viviamo in campagna, ho rimandato il pensiero dell’albero e delle decorazioni più che ho potuto, sino a quando le fanciulle mi hanno impietosamente posto di fronte ai miei doveri.

Premessa: devo confessare una mia perversione. Da qualche tempo (mesi, non settimane eh), raccolgo meticolosamente cose che le persone sane di mente buttano* (cose tipo tappi a corona, confezioni delle uova di cartone, brik di tetrapak, tappi di sughero) in attesa della folgorante illuminazione su come riutilizzarle in modo più o meno creativo. Consapevole del fatto che tale perversione è probabilmente solo mia e di pochi altri, non scriverò come ho letto su un celebre quotidiano nazionale idee per un albero di Natale last minute (dubito che in molti abbiano a casa 200 confezioni per uova da colorare ed assemblare a due giorni da Natale), piuttosto idee su come preparare delle dignitose decorazioni utilizzando materiale di riciclo: tetrapak e tappi a corona. [Sta a voi ricordarvi di mettere da parte il materiale per il prossimo anno.]

Lo ammetto, il trend dell’eco recycled chic, o meglio quella roba per cui robe non troppo belle, fatte di rifiuti, assurgono a moda snob irrita anche me, ma se prese come un passatempo da fare con i bambini (ma anche senza) che permette di non spendere un euro (o quasi) ed avere, alla fine, un soddisfacente albero decorato, beh… allora possono avere un senso.

[* le persone migliori buttano tutto il possibile nella raccolta differenziata, ovviamente!]

Stelline di tetrapak 

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Occorrente:

– un brik grande per ciascuna stella (noi abbiamo usato quelli da 75 cl per cui neanche grandissimi)

– forbici

– un pezzetto di fil di ferro per tagliare il tetrapak (i video che seguono spiegano)

– cordino per appenderle

– un ago o della colla a caldo (per attaccare il cordino)

Realizzazione:

Non millanterò questa come una mia idea, l’ho presa da un blog molto bello, quello di Lois Walpole. Ho eseguito le stelline insieme alle bambine, senza prestare attenzione a fotografare i vari passaggi, che troverete ben descritti in questo post, è in inglese, ma corredato di fotografie che descrivono molto bene il procedimento.2013-11-17 14.27.21

Essenziale è partire da strisce di tetrapak di almeno 50 cm.

Ci si può domandare come ottenere strisce continue di tale lunghezza da un unica confezione di tetrapak e qui sta il genio di Lois.Tutto sta nel tagliare a cilindro il vostro brik (NON va aperto come un foglio) e poi tagliarlo a partire dal fondo iniziando in modo leggermente trasversale e non parallelo come potrebbe sembrare. Cosa più complicata da descrivere che da fare, come ben si comprende in questo video realizzato dalla stessa Lois:

Se poi, come me, vi domandate come si possa andare dritti così ad occhio, ecco che Lois, ci spiega il trucchetto e il senso del fil di ferro indicato nell’occorrente in quest’altro video:

Decorazione coi tappi a corona

2013-12-06 18.11.59 Occorrente:

– tappi a corona (ovviamente)

– colla a caldo

– fiocchi e nastri (per noi riciclati ça va sans dire)

– cordini per appenderle

Realizzazione:

Ora, se io mi mettessi a spiegare passo passo come abbiamo hanno realizzato queste decorazioni finirei col sentirmi come quelle foodblogger che spiegano per filo e per segno come prepararsi un panino al salame… stupida io e presi in giro voi.

È sufficiente mettersi ad un tavolo con i vostri bei tappini (che nel nostro caso, noterete, sono tutti di birre – mi auguro non ne risenta troppo la mia reputazione – ), immaginare come assemblarli ed incollarli con la magica colla a caldo… possibilmente senza ustionarsi (ma è raro che non capiti, sappiatelo!)

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Un sentito ringraziamento va alla proprietaria delle mani adulte che vedete nelle foto [ops… non le ho chiesto la liberatoria], l’amica Marzia che, suo malgrado, sono due anni che ci viene a trovare nel giorno che dedichiamo all’albero di Natale e che quest’anno ha supplito egregiamente alla mia scarsa voglia di lavorare.

2 thoughts on “Una promessa è una promessa. Ovvero le nostre riciclo-decorazioni natalizie.

  1. Ma che bravi. natale ormai è diventata una festa commerciale e mi fa piacere vedere che c’è chi nel suo piccolo si mette a dipingere pigne o creare piccole decorazioni home and hand-made!

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